“La donazione Ennio Calabria”. Cerimonia di presentazione e inaugurazione della mostra alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma

opera di Ennio Calabria
"Donna e mare" (particolare), acrilico su tela, 160x120 cm., 1992 (opera di Ennio Calabria)

In occasione della donazione di Donna e mare (1992) di Ennio Calabria, acrilico su tela di 160×120 cm. appartenente al ciclo Ambiguità dell’intravisto, nella Sala 9 della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma (Viale delle Belle Arti, 131), la direttrice della GNAMC Renata Cristina Mazzantini e lo storico dell’arte e saggista Gabriele Simongini, martedì 27 ottobre 2026 alle ore 18.00 presenteranno la mostra La donazione Ennio Calabria.

L’opera, donata da Rita Pedonesi, erede e responsabile dell’Archivio dell’artista, entra nella collezione permanente della Galleria e resterà esposta fino a domenica 29 novembre (dal martedì alla domenica dalle 9.00 alle 19.00) insieme ad altre tre grandi tele che raccontano la lunga ricerca del pittore, scomparso nel 2024, sulla figura umana in rapporto al proprio tempo e ai suoi mutamenti.

Donna e mare sarà affiancata da Uomo che guarda il mare: entrambe le opere appartengono al ciclo Ambiguità dell’intravisto, realizzato negli anni Novanta ed esposto in sedi pubbliche e private in Italia e all’estero. Al centro del ciclo c’è la metamorfosi della figura umana in una società segnata dalla crescente velocità degli scambi e dal relativismo: la figura, espressione dei mutamenti interiori e della storia, diventa un’immagine dai molti significati, nel continuo “accadere” della forma. In questa ricerca di una nuova sintassi si annunciano gli orientamenti degli anni Duemila, dalla perdita delle certezze all’unicità del soggetto come nucleo del processo creativo. La riflessione costante sui fenomeni sociali contemporanei ha fatto sì che Calabria fosse considerato un “pittore filosofo”.

Completeranno il percorso Patologia della luce (2012), in cui la “spiaggia” diventa luogo emblematico dei cambiamenti e delle tensioni della società, e Pantani: nell’accadere del ricordo (2005), ritratto del ciclista Marco Pantani. Il dipinto rappresenta un altro tema centrale nella produzione di Calabria, il ritratto: presente fin dagli esordi, trova nuova forza nel ciclo dedicato a Giovanni Paolo II (2002-2005) e poi nell’ampio ciclo Un volto e il tempo (2005-2023), di cui l’opera fa parte. Convinto che la pittura sappia restituire, grazie al suo valore di testimonianza, la verità unica di ogni soggetto, l’artista cerca nei volti dei personaggi i tratti più profondi, dando vita a ritratti fortemente espressivi.

Ennio Calabria (Tripoli, 7 marzo 1937 – Roma, 1° marzo 2024), considerato tra i maggiori esponenti della Nuova Figurazione, la generazione emersa negli anni Cinquanta e Sessanta, ha cercato per tutto il suo percorso un linguaggio capace di esprimere la complessità del tempo e delle sue trasformazioni. Esordisce nel 1958 con una personale alla galleria L’Obelisco di Roma ed espone poi nelle più importanti gallerie del periodo, come la Nuova Pesa e il Fante di Spade. Nel 1961 è tra i fondatori del gruppo “Il Pro e il Contro”, con artisti come Ugo Attardi, Piero Guccione e Renzo Vespignani. Nel 1985 la Rotonda della Besana di Milano gli dedica la prima antologica, seguita nel 1987 da quella di Castel Sant’Angelo a Roma. Tra i suoi cicli più noti, Ambiguità dell’intravisto, che segna una svolta nella sua pittura, i ritratti di Giovanni Paolo II (2002-2005) e Un volto e il tempo (2005-2023). Nel 2017 esce il libro di Ida Mitrano Ennio Calabria. Nella pittura la vita (Bordeaux edizioni); nel 2018 Palazzo Cipolla a Roma ospita l’antologica Ennio Calabria. Verso il tempo dell’essere. Opere 1958-2018, a cura di Gabriele Simongini. Nel marzo del 2026 gli è stato dedicato, in quanto ritenuto tra i maggiori protagonisti della figurazione esistenziale europea, il secondo volume della collana “Zubcevi – La collana d’arte” (Edizioni universitarie “San Clemente di Occida”, Casa Editrice dell’Università di Sofia) pubblicato in lingua italiana e bulgara.

Ha partecipato alla Biennale di Venezia, alla Quadriennale di Roma e a importanti rassegne sull’arte italiana in Italia e all’estero; ha inoltre illustrato volumi di poesia e racconti, disegnato copertine di libri e realizzato oltre novanta manifesti per il teatro e per manifestazioni sociali, culturali e politiche. Sue opere sono conservate, tra le altre, nelle Collezioni Vaticane, al MACRO, al Museo di San Paolo del Brasile, al Museo d’Arte Contemporanea di Sofia, alla Civica Raccolta Bertarelli di Milano, al CAMEC di La Spezia, all’Imago Museum di Pescara e, da oggi, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea.

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Valentina Di Luzio

Giornalista pubblicista. Laurea con lode in Mediazione Linguistica e laurea magistrale in Traduzione specialistica.

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