Be diversity: Terra Madre omaggia biodiversità e cooperazione

Terra Madre Salone del Gusto

“Biodiversity – Be Diversity” è il titolo, il claim che ha richiamato Terra Madre, manifestazione che ha messo al centro la biodiversità nelle sue dimensioni naturale, agricola, gastronomica, culturale e sociale, e che quest’anno ha celebrato i 40 anni di Slow Food Italia, nel ricordo e nell’eredità culturale e politica di Carlo Petrini, fondatore del movimento, che ha promosso nel mondo il valore del cibo buono, giusto ed equo.

Torino, per tre giornate dal 24 al 27 settembre, ha ospitato un ricco programma diffuso, con il mercato dei produttori, i presìdi Slow Food, i laboratori del gusto, conferenze, attività educative e appuntamenti dedicati alla sostenibilità e alle politiche del cibo, coinvolgendo piazze, musei e luoghi simbolo della città.

Solo per fare qualche numero, il programma ha previsto 1000 eventi, tra cui 200 conferenze, 65 Laboratori del Gusto, più di 600 espositori, produttori, artigiani, cibi di strada e birrifici artigianali, di cui 40 provenienti dall’estero. Ci sono stati oltre 130 Presìdi Slow Food di cui 12 al debutto dall’Italia, e più di 300 etichette di vino di produttori italiani aderenti alla Slow Wine Coalition e facenti parte del progetto Banca del Vino. Inoltre, nell’ambito di “Terra Madre” e “Salone del Gusto” (quest’anno 30 anni), la città di Torino ha curato gli “Stati generali della Cooperazione internazionale degli enti territoriali”, un programma di incontri dedicato al cibo e alla cooperazione tra città.

Come ha affermato Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia: “In un mondo attraversato da conflitti e divisioni, da un egoismo dominante, la diversità è il punto di partenza per immaginare una società globale fondata sull’apertura, sul rispetto reciproco e sulla solidarietà. E quale elemento se non il cibo, frutto scambi, viaggi, mescolanze, può unire i popoli al di là di ogni confine. E quale elemento se non la produzione alimentare, può permetterci di costruire un vivere civile in armonia con le risorse naturali. A Terra Madre abbiamo voluto portare tutto questo in una grande festa popolare, che restituisce a tutti noi la possibilità di avere un ruolo attivo in questo mondo in crisi. Pace tra i popoli, come abbiamo avuto l’onore di ascoltare nelle conferenze e nelle degustazioni dalla voce di chi la guerra la vive ogni giorno, come la Palestinese Fidaa Abuhamdiya, che insieme ai sindaci di Betlemme, Gerico e Beit Jala, ha raccontato l’esprorpio delle terre, e insieme di cibi, manufatti, cultura, da parte degli Israeliani. Pace con la natura, dove chi tutela la biodiversità e pratica l’agroecologia mette in atto già un’altra idea di mondo, una risposta concreta mentre l’agroindustria collassa a causa della crisi climatica e dei pesticidi bloccati dalle guerre. Una visione del cibo, quella che abbiamo vissuto a Terra Madre, che non è nostalgica ma guarda al futuro, ai giovani, a chi vuole mettere a terra un buon seme per un prosperoso raccolto”.

Ovazione per le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla cerimonia di apertura di Terra Madre e Salone del Gusto: “È la prima edizione di Terra Madre senza Carlo Petrini, il suo ideatore e rappresenta, sin dal suo slogan ‘Biodiversity – Be diversity’, testimonianza di quanto ci ha lasciato, e di quanto ci ha consegnato, frutto del suo pensiero, del lavoro di anni, del confronto che è riuscito con successo ad aprire con tante realtà locali, con centri di studio e di ricerca, con organismi internazionali. È davvero l’occasione per rivolgergli un pensiero di riconoscenza molto grande da parte della nostra Repubblica. La biodiversità: il gigantesco patrimonio che protegge la salute umana connota l’ambiente e la nostra vita. Un patrimonio che ci interpella. La molteplicità genetica ha permesso al genere umano di svilupparsi nei millenni”.

“Senza responsabilità – ha detto il Presidente – senza cura di questa ricchezza, l’uomo può comprimerla fino a distruggerla, e a distruggersi. La biodiversità è sfida cruciale per il futuro. Carlo Petrini l’ha descritta molto bene come ‘la chiave della nostra sopravvivenza’. È una responsabilità per la quale si deve operare sia dalla base, attraverso la partecipazione popolare, sia dal vertice delle istituzioni, nazionali e sovranazionali”. Mattarella ha anche ricordato come l’impoverimento con la omologazione delle colture e delle culture, la desertificazione di territori, i cambiamenti climatici, la scomparsa accelerata di specie animali e vegetali, siano davanti a tutti: “Si tratta del grande tema della sostenibilità – ha detto – fronte essenziale per chi abbia a cuore il futuro dei propri figli e nipoti. E se oggi tacciono molti di coloro che, sino a ieri, irridevano l’allarme per i cambiamenti in atto, il declino si presenta ugualmente inarrestabile in assenza di urgenti iniziative. La biodiversità ha bisogno di politiche nazionali e sovranazionali che sappiano attribuire a questa dimensione, a questa condizione, il giusto valore”.

“La biodiversità – ha evidenziato inoltre il Capo dello Stato – è anche una grande questione culturale e sociale, che riguarda le persone e l’habitat in cui vivono. Il contributo di Carlin Petrini, è stato in questi ambiti originale e di grande spessore, legando la tutela della biodiversità genetica con il rispetto delle diverse culture delle popolazioni, cioè delle differenze, facendoci conoscere persone e realtà lontane. La biodiversità ripeteva Petrini, è ricerca, è incontro; è cultura di solidarietà e di pace, come è stato poc’anzi ricordato. E appare appieno il valore della terra, delle terre, a partire da quelle coltivabili. Il cibo, la produzione di risorse alimentari sembrano diventate nuovamente arma strategica. Sono, con l’energia, bersaglio delle scellerate guerre in corso, dirette sempre più contro le popolazioni civili. Riappaiono, nei teatri di guerra, fame e malnutrizione, bruciandovi immani risorse. Sprecando immani risorse”.

Mattarella non ha mancato di sottolineare anche come le guerre mascherate con ragioni di rivalsa nazionale siano in realtà espressione di volontà di potenza e di dominio, con assoluta noncuranza delle conseguenze devastanti sulle popolazioni, sulle città, sui territori, sull’ambiente. Il richiamo è anche su questo terreno a Petrini, in consonanza con la Laudato Si’, citata dal Presidente nel passaggio in cui si afferma che non potremo affrontare adeguatamente il degrado ambientale senza prestare attenzione alle cause che hanno attinenza con il degrado umano e sociale: “Di fatto – ha affermato – il deterioramento dell’ambiente e quello della società colpiscono in special modo i più deboli del pianeta”. Per questo il saluto del Presidente si è concluso richiamando l’ispirazione profonda di Terra Madre, che con Arcigola, Slowfood, Salone del Gusto, ha saputo unire tradizione e creatività, rispetto, conoscenza, riscoperta e attualizzazione delle radici: “Il futuro – ha detto – non può, non deve essere azzerato da un presente che si faccia onnivoro. Siamo quindi chiamati, coltivatori, allevatori, pescatori, cuochi, gastronomi, consumatori, a una grande alleanza, a una comunità del cibo che, insieme, ci veda impegnati per la pace tra i popoli”.

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Paolo Grossi

Sociologo e PhD, si interessa di agricoltura, sindacato, management e marketing.

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