L’universo dei supereroi si tinge delle sfumature più oscure e disturbanti del cinema di genere: il prossimo 22 ottobre 2026, infatti, sbarca nelle sale italiane Clayface, l’attesissimo e anomalo capitolo del nuovo DC Universe targato James Gunn e Peter Safran.
Diretta dal britannico James Watkins e nato da un soggetto del maestro del brivido contemporaneo Mike Flanagan (che firma la sceneggiatura insieme a Hossein Amini), l’opera si presenta, lontano dalle solari epopee eroiche, come una cruda e tragica discesa negli abissi della vanità hollywoodiana, abbracciando senza compromessi i toni del thriller psicologico e dell’horror corporale.
Al centro di questa fiaba nera troviamo Matt Hagen, un attore emergente la cui rapida ascesa viene brutalmente interrotta quando un boss della mala locale gli sfigura il viso. Vedendo dunque svanire in un istante la propria identità, la carriera e il suo stesso riflesso, Hagen, interpretato da un magnetico Tom Rhys Harries, accetta disperatamente di sottoporsi a una terapia sperimentale condotta dalla scienziata Caitlin Bates (Naomi Ackie). Tuttavia, quello che doveva essere un miracoloso trattamento rigenerativo innesca effetti collaterali terrificanti, destabilizzando la sua struttura cellulare fino a trasformarlo in una creatura di instabile argilla vivente.
L’idea originale è nata dalla grande passione dello sceneggiatore Flanagan per L’Uomo d’Argilla, celeberrimo episodio in due parti dell’amatissima serie animata di Batman del 1992, dal quale ha mutuato l’impronta profondamente tragica e introspettiva del personaggio. L’impegno profuso sul set è stato inoltre totalizzante: il protagonista Tom Rhys Harries ha girato tutte le sue scene stringendo i denti a causa di una rottura del legamento crociato anteriore. La ricerca di un realismo viscerale ha poi spinto Watkins a girare sequenze di un impatto visivo talmente disturbante, tra cui una disperata scena ambientata nella stretta toilette di un aereo dove Hagen tenta di arginare con delle forbici lo scioglimento del proprio viso, da aver messo a dura prova persino la troupe durante le riprese.
L’arrivo di Clayface nei cinema rappresenta dunque una scommessa audace per la major, un titolo che sfrutta un’icona dei fumetti per confezionare una parabola orrorifica d’autore e assistere a un vero e proprio miracolo di decomposizione scenica.








