Il 23 settembre Alessia Paladini Gallery di Milano inaugura La collezionista di piume, mostra di Irene Alison, fotografa, giornalista, curatrice e saggista, visitabile fino al 21 novembre 2026.
«Dov’ero finita io? Chi ero diventata? Troppo impegnata a tentare di conformarmi a un astratto ruolo di moglie e madre, mi ero forse allontanata dalla mia parte ancestrale […]». Dopo l’adozione della figlia nel 2019, Alison si confronta con una maternità profondamente desiderata ma anche con un’inattesa sensazione di estraneità e perdita di sé. Da questa esperienza nasce, alla fine del 2020, il progetto fotografico ora esposto a Milano, che interroga maternità, appartenenza e rapporto tra umano e selvatico.
Per oltre cinque anni il suo sguardo si rivolge agli ospedali e ai centri di riabilitazione per la fauna selvatica tra Europa e Stati Uniti, documentando il lavoro di chi cura gli animali feriti per restituirli alla natura. Luoghi di confine tra naturale e artificiale, selvatico e addomesticato, nei quali i corpi degli animali, vittime di bracconaggio, incidenti, avvelenamenti e distruzione degli habitat, mostrano le conseguenze delle trasformazioni ecologiche del presente.
Alison osserva anche un’altra dinamica: sono soprattutto le donne a svolgere il lavoro quotidiano di cura, mentre gli uomini occupano più spesso posizioni di comando. La collezionista di piume diventa così una riflessione ecofemminista sul rapporto storico tra donne e animali, sul legame e sulla cura e sulla possibilità di riconoscersi oltre i confini di sangue, genere e specie.








