La cucina italiana è patrimonio UNESCO

cucina italiana patrimonio UNESCO

Il Comitato intergovernativo dell’Unesco, riunito a Nuova Delhi, ha decretato che la cucina italiana, bene immateriale dell’umanità, entra nell’universo dei patrimoni culturali, con il voto della maggioranza dei 24 Paesi riuniti. È la prima cucina al mondo a ricevere questo riconoscimento di carattere inclusivo, intergenerazionale, nella sua interezza, che denota anche, in seconda istanza, di riflesso, un rispetto delle tradizioni culturali e dell’ambiente. La candidatura è stata presentata dal Collegio Culinario dell’associazione culturale per l’enogastronomia italiana, in collaborazione con Casa Artusi, l’Accademia della Cucina Italiana e la rivista La Cucina Italiana.

Questa la dichiarazione del riconoscimento: “la cucina italiana è una miscela culturale e sociale di tradizioni culinarie, un modo per prendersi cura di sé stessi e degli altri, esprimere amore e riscoprire le proprie radici culturali, offrendo alle comunità uno sbocco per condividere la loro storia e descrivere il mondo che li circonda”.

La cucina italiana, oltre ad essere ambasciatrice della cultura italiana nel mondo, presenta una dote economica non indifferente, con una filiera agroalimentare allargata dal valore stimato di oltre 700 miliardi di euro. Inoltre, dati ISMEA confermano che l’Italia detiene il record europeo di prodotti Dop, IGP e STG (specialità tradizionali garantite) con 331 marchi, per un valore di più di 9 miliardi di euro. 

Certamente non è facile quantificare da subito l’effetto che il riconoscimento Unesco avrà sulla filiera agroalimentare, e questo perché non si riferisce ad un unico prodotto specifico, ma è un riconoscimento rivolto ad un‘intera cultura alimentare, ricca di contaminazioni di altre culture e tradizioni, e non solo dell’area mediterranea. Ma la storia ci insegna, che i riconoscimenti, portano sempre effetti a cascata positivi, come prevede il Ministro Lollobrigida: “produrrà una crescita dal punto di vista economico eccezionale”, importante è riuscire a fare sistema con una strategia nazionale chiara e ben strutturata, come hanno fatto i nostri cugini d’oltralpe con la gastronomia francese, già riconosciuta nel 2010. Anche il Presidente della Repubblica Mattarella ha espresso il proprio compiacimento “per un successo che rafforza il prestigio italiano nel mondo”. 

Commosso, invece, il commento dello Chef Bottura: “È stata un’emozione intima, quasi sommessa, la notizia di questo riconoscimento. Ho sentito gratitudine per chi mi ha trasmesso i gesti e le responsabilità verso ciò che ora siamo chiamati a custodire. Sapere di aver contribuito a questo percorso non da solo, ma come parte di un grande “noi”, è la gioia più grande”.

La cucina italiana rappresenta in pieno la forza del Made in Italy agroalimentare, che traduce in atto concreto, sottoforma di piatti, cibo e ricette, lo stretto rapporto tra agricoltura e ristorazione, tra chi produce e chi trasforma, avvalorando la tesi che il cibo non è solo nutrimento, ma anche cultura, come la “cultura del gusto” da saper riconoscere e coltivare.

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Paolo Grossi

Sociologo e PhD, si interessa di agricoltura, sindacato, management e marketing.

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