Sala Carlo Scarpa gremita al MAXXI per l’appuntamento di Le Conversazioni che ha visto Roberto Andò dialogare con Antonio Monda. L’incontro, a ingresso libero fino a esaurimento posti, è stato introdotto da Irene de Vico Fallani, Responsabile del Dipartimento Orientamenti e Sviluppo del museo, e rientrava nel progetto curato da MAXXI e Dazzle Communication. Un’ora e più di confronto sul filo delle passioni dichiarate dall’autore: letteratura, musica, cinema, teatro, storia dei luoghi e—perché no—gastronomia, trattata come arte del convivio e della memoria.
Andò ha ripercorso i passaggi-chiave della sua formazione, dal lavoro accanto ai maestri (tra cui Francesco Rosi e Federico Fellini) alla pratica del palcoscenico e dell’opera lirica, fino alla scrittura. Ha ricordato Il trono vuoto, romanzo d’esordio che generò l’autoadattamento cinematografico Viva la libertà, esempio di continuità tra pagina e schermo. Al centro anche La stranezza (2022), ritratto “di laboratorio” di Pirandello che affida a Toni Servillo e a Ficarra & Picone un gioco metateatrale sulle origini dei Sei personaggi: un successo capace di coniugare popolarità e ricerca formale.
Non sono mancati riferimenti alla regia d’opera—tra gli impegni recenti il Don Carlo al Maggio Musicale—e al metodo di lavoro: la bottega, i sopralluoghi, la riscrittura, l’ascolto degli attori. Curiosità raccolte durante l’incontro hanno illuminato il “dietro le quinte” del suo fare cinema: l’attenzione maniacale alle soglie (porte, corridoi, varchi) come luoghi in cui i personaggi si sdoppiano; la pratica dei taccuini con appunti, letture e fotografie; l’idea che la musica non accompagni le immagini, ma ne contraddica talvolta l’emozione per svelarne un lato imprevisto.
Monda ha guidato la conversazione alternando citazioni e domande secche su identità, potere e ironia. Il pubblico ha apprezzato il ritmo del dialogo e la chiarezza con cui Andò ha legato la propria poetica alla tradizione italiana, dal romanzo novecentesco al teatro, senza rinunciare a una vocazione internazionale.
Un incontro che ha risposto all’ambizione del ciclo: trasformare l’appuntamento d’autore in una lezione di metodo. Più che un racconto di film, un’educazione allo sguardo—tra memoria, disciplina e curiosità.























