Un ricordo di Claudia Cardinale nell’anniversario della sua scomparsa

Claudia Cardinale
Claudia Cardinale all'inizio degli anni Sessanta (foto Carlo Riccardi ©Archivio Riccardi)


Un anno fa moriva a Nemours, vicino a Parigi, Claudia Cardinale, una fra le più grandi attrici della storia del cinema italiano, icona di stile, bellezza e bravura, interprete di Rocco e i suoi fratelli, Il Gattopardo e Gruppo di famiglia in un interno di Luchino Visconti, Il bell’Antonio di Mauro Bolognini, La ragazza con la valigia di Valerio Zurlini, 8 ½ di Federico Fellini, La ragazza di Bube di Luigi Comencini, I professionisti di Richard Brooks, Il giorno della civetta di Damiano Damiani, C’era una volta il West di Sergio Leone e La pelle di Liliana Cavani.

Nata a Tunisi nel 1938, italiana di lingua francese, cresciuta in Tunisia da famiglia benestante di origine siciliana, Claude Joséphine Rose Cardinale – meglio nota come Claudia Cardinale – comincia a recitare al liceo.

Notata nell’inquadratura che René Vautier le dedica nel suo documentario Anneaux d’or (1956), viene chiamata dal regista Jacques Baratier nel cast del film franco-tunisino I giorni dell’amore (1958). Nello stesso anno vince un concorso di bellezza organizzato per la Settimana del Cinema Italiano a Tunisi, che la premia con un viaggio alla Mostra del Cinema di Venezia. In Italia le viene offerta la possibilità di frequentare il Centro Sperimentale di Cinematografia, da cui “fuggirà” dopo soli tre mesi.

Una volta superate le difficoltà con la lingua italiana, viene messa sotto contratto dalla Vides di Franco Cristaldi, il quale la fa esordire nel cinema italiano in I soliti ignoti (1958) di Mario Monicelli.

Il primo ruolo da protagonista arriva l’anno seguente in Un maledetto imbroglio (1959) di Pietro Germi, tratto da Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda.

Nel 1960 viene diretta da Mauro Bolognini (Il bell’Antonio), da Citto Maselli (I delfini) e da Luchino Visconti (Rocco e i suoi fratelli).

L’anno seguente M. Bolognini la chiama per recitare con Jean-Paul Belmondo in La viaccia (1961), mentre Valerio Zurlini le offre il suo primo ruolo importante in La ragazza con la valigia (1961), con cui vince un David di Donatello. Nel 1962 viene nuovamente diretta da Bolognini in Senilità ed interpreta il film d’avventura francese Cartouche di Philippe de Broca, in cui recita nuovamente con J.P. Belmondo.

La consacrazione definitiva arriva nel 1963, quando interpreta il ruolo di Angelica in Il Gattopardo di L. Visconti, tratto dal libro omonimo (Premio Strega 1959) di Giuseppe Tomasi di Lampedusa ed interpretato anche da Burt Lancaster, Alain Delon, Paolo Stoppa, Serge Reggiani, Rina Morelli, Romolo Valli, Lucilla Morlacchi, Giuliano Gemma, Mario Girotti (non ancora Terence Hill) e da una giovanissima Ottavia Piccolo. Nello stesso anno Federico Fellini le affida la parte di Claudia in 8 ½, e vince il suo primo Nastro d’Argento interpretando Mara in La ragazza di Bube (1963) di Luigi Comencini, tratto dal libro omonimo (Premio Strega 1960) di Carlo Cassola.

Sulla scia di tali successi esordisce ad Hollywood in La Pantera Rosa (1963) di Blake Edwards, con Peter Sellers e David Niven, cui faranno seguito, nei quattro/cinque anni successivi, Il circo e la sua grande avventura (1964) Henry Hathaway, con John Wayne e Rita Hayworth, L’affare Blindfold (1965) di Philip Dunne, con Rock Hudson, Né onore né gloria (1966) di Mark Robson, con Anthony Quinn e Alain Delon, l’ottimo western I professionisti (1966) di Richard Brooks – sicuramente il migliore fra i film della sua fase americana – con Burt Lancaster, Lee Marvin, Robert Ryan, Woody Strode, Jack Palance e Ralph Bellamy, Piano, piano non t’agitare (1967) di Alexander MacKendrick, con Tony Curtis e Sharon Tate, I contrabbandieri del cielo (1968) di Joseph Sargent, con Rod Taylor e Harry Guardino.

In Italia, Francesco Maselli la chiama per Gli indifferenti (1964), tratto dal libro omonimo di Alberto Moravia, L. Visconti la vuole da protagonista in Vaghe stelle dell’Orsa (1964), e viene diretta da Antonio Pietrangeli in Il magnifico cornuto, con Ugo Tognazzi.
Nel 1968, dopo il suo matrimonio con Franco Cristaldi, interpreta Il giorno della civetta di Damiano Damiani, tratto dal libro omonimo di Leonardo Sciascia (fu il secondo Sciascia ad esser portato al cinema dopo A ciascuno il suo di Elio Petri, uscito l’anno avanti), interpretato anche da Franco Nero, Lee J. Cobb, Nehemiah Persoff e Serge Reggiani, e con cui vince il suo secondo David di Donatello.

Nello stesso anno è nel capolavoro western di Sergio Leone C’era una volta il West (1968), con Charles Bronson, Henry Fonda, Jason Robards e Paolo Stoppa, mentre nei due anni successivi la troviamo con Nino Manfredi, Robert Hossein e Renaud Verlay in Nell’anno del Signore (1969) di Luigi Magni ed in Le avventure di Gérard (1970), in cui viene diretta dal polacco Jerzy Skolimowsky.

Nel 1971 vince il suo terzo David di Donatello recitando con Alberto Sordi in Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata di Luigi Zampa.

Dopo L’udienza (1972) di Marco Ferreri, interpreta Gruppo di famiglia in un interno (1974) di L. Visconti, con Burt Lancaster, e I guappi, primo film in cui viene diretta da Pasquale Squitieri, – che a breve diventerà il suo compagno -, il quale la dirigerà anche in Il prefetto di ferro (1977), Corleone (1978) e L’arma (1978), con cui vince il premio come Miglior Attrice al Festival di Belgrado.

Dopo una serie di commedie, la troviamo fra gli interpreti del televisivo Gesù di Nazareth (1977) di Franco Zeffirelli, con Robert Powell, e di Si salvi chi vuole (1980) di Roberto Faenza.

Nel 1982 vince il suo secondo Nastro d’Argento per La pelle (1981) di Liliana Cavani, tratto dal libro omonimo di Curzio Malaparte ed in cui recita per la quarta ed ultima volta con Burt Lancaster.

E’ poi con Klaus Kinski sull’avventuroso set di Fitzcarraldo (1982) di Werner Herzog e prende parte alla trasposizione di Enrico IV (1984) di Marco Bellocchio, tratto dall’opera teatrale omonima di Luigi Pirandello. Nello stesso anno torna ad esser diretta da Pasquale Squitieri in Claretta, con cui vince il Premio Pasinetti alla Mostra del Cinema di Venezia, il Globo d’Oro ed il suo terzo Nastro d’Argento.

Trasferitasi stabilmente in Francia alla fine degli anni Ottanta, Claudia Cardinale viene onorata con riconoscimenti alla carriera come il Leone d’Oro (1993), il David di Donatello (1997), il Nastro d’Argento Europeo (2000), l’Orso d’Oro a Berlino (2002) ed il Pardo d’Oro a Locarno (2011), e, per il suo impegno in difesa dei diritti delle donne, nel 2000 è stata nominata Ambasciatrice di Buona Volontà dell’Unesco.

Fra gli altri film ricordiamo Il magistrato (1959) di Luigi Zampa, Audace colpo dei soliti ignoti (1959) di Nanni Loy, Vento del Sud (1960) di Enzo Provenzale, La battaglia di Austerlitz (1960) di Abel Gance, I leoni scatenati (1961) di Henri Verneuil, Una rosa per tutti (1966) di Franco Rossi, Ruba al prossimo tuo… (1968) di Francesco Maselli, La tenda rossa (1969) di Michail Kalatozov, con Sean Connery, Fuori il malloppo (1971) di Jean Herman, con Stanley Baker, Il clan dei marsigliesi (1972) di José Giovanni, in cui recita nuovamente con Jean-Paul Belmondo, Libera, amore mio! (1975) di Mauro Bolognini, Qui comincia l’avventura (1975) di Carlo Di Palma, Goodbye & Amen (1977) di Damiano Damiani, Amici e nemici (1979) di George Pan Cosmatos, La salamandra (1981) di Peter Zinner, Le ruffian (1983) di J. Giovanni, La donna delle meraviglie (1985) di Alberto Bevilacqua, L’estate prossima (1985) di Nadine Trintignant, La battaglia dei tre tamburi di fuoco (1990) di Souheil Ben-Barka e Uchkun Nazaro, Mayrig (1991) e Quella strada chiamata paradiso (1992) di H. Verneuil, Il figlio della Pantera Rosa (1993) di Blake Edwards And Now… Ladies & Gentlemen (2002) di Claude Lelouch, Gebo e l’ombra (2012) di Manoel de Oliveira, La montagna silenziosa (2013) di Ernst Gossner, Les Francis (2014) di Patrice Begotti, Twice Upon a Time in the West (2015) di Boris Despodov, Una gita a Roma (2016) di Karin Proia, Niente di serio (2017) di Laszlo Barbo.

In epoche più recenti era apparsa in L’isola del perdono (2019) di Ridha Behi, Second to Nun (2020) di Alain Berliner, e Bronx (2020) di Olivier Marchal.

Attiva anche in televisione, ha recitato in La principessa Daisy (1983) di Waris Hussein, La storia (1986) di Luigi Comencini, Naso di cane (1986), Elisabeth, Ils sont tous nos enfants (2000) e Il giorno della Shoah (2010) di Pasquale Squitieri, La rivoluzione francese (1989) di Robert Enrico e Richard T. Heffron, Das Zweite Gesicht der Aida (1993), episodio di Flash – Der Fotoreporter di Gero Erhardt, 10-07: l’affaire Zeus (1995) di Richard Ciupka, Nostromo (1996) di Alastair Red, Deserto di fuoco (1997) di Enzo G. Castellari, Mia per sempre (1998) di Giovanni Soldati, Hold-up à l’italienne (2008) di Claude-Michel Rome, La loi de Julien (2017) di Christophe Duchand, Il bello delle donne…alcuni anni dopo (2017) di Eros Puglielli, Bulle (2020) di Anne Deluz.
A partire dagli anni Ottanta ha partecipato anche a numerosi documentari – Burden of Dreams (1982) di Les Blank, sulla lavorazione di Fitzcarraldo di Werner Herzog, Stelle emigranti (1983) di Francesco Bortolini e Claudio Masenza, Italiani dell’altra riva (1992) e Claudia Cardinale, la più bella italiana di Tunisi (1994) di Mahmoud Ben Mahmoud, Cannes…. les 400 coups (1997) di Gilles Nadeau, Kinski, il mio nemico più caro (1998) di Werner Herzog, Luchino Visconti (1998) di Carlo Lizzani, Visconti (2002) di Adam Low, L’ultima sequenza (2003) di Mario Sesti, su 8½ di Federico Fellini, The Magic of Fellini (2003) di Carmen Piccini, Sergio Leone: The Way I See Things (2006) di Giulio Reale, Marcello, una vita dolce (2006) di Mario Canale e Annarosa Morri, Being Claudia Cardinale (2006) di Stefano Mordini, Hollywood sul Tevere (2009) di Mario Spagnoli, Pietro Germi – Il bravo, il bello, il cattivo (2009) di Claudio Bondi, African Cats – Il regno del coraggio (2011) di Alastar Fothergill, Belmondo Itinéraire (2011) di Vincent Perrot, L’insolito ignoto – Vita acrobatica di Tiberio Murgia (2012) di Sergio Naitza, Gli anni delle immagini perdute (2012) di Adolfo Conti, Alberto il grande (2013) di Carlo e Luca Verdone, Alfredo Bini, ospite inatteso (2015) di Simone Isola, Belmondo par Belmondo (2018) di Regis Mardon, Il principe delle pezze (2019) di Alessandro Di Ronza, Gina, Sophia, Claudia, trois symboles de la féminité à l’italienne (2019) di Sophie Agacinski.

Alcune foto di Claudia Cardinale sono ammirabili nella mostra Claudia Cardinale nell’obiettivo di Carlo Riccardi, formata da ventiquattro scatti del grande fotografo Carlo Riccardi (1926-2022) degli anni compresi fra il 1960 e il 1998. La mostra, a cura dell’Archivio Fotografico Riccardi, ripercorre alcune fra le numerose tappe della lunga e straordinaria carriera dell’attrice. Con Marcello Mastroianni sul set di Il bell’Antonio di Mauro Bolognini, con Burt Lancaster, Alain Delon, Paolo Stoppa, Rina Morelli e Luchino Visconti alla prima de Il Gattopardo di L. Visconti, ai Nastri d’Argento del 1963, con l’amico Rock Hudson negli anni Sessanta, con Vittorio De Sica e Frank Capra, in aeroporto, in uno studio televisivo, con Pasquale Squitieri alla fine degli anni Novanta. La mostra vuol sottolineare il fatto che, al di là della straordinaria bravura dell’interprete – una fra le pochissime della sua generazione ad esser riuscite a farsi apprezzare allo stesso modo in Italia, in Francia e negli Stati Uniti -, troviamo la donna. Una donna di grande intelligenza, di forte temperamento, da sempre allergica ad ogni forma di divismo fine a se stesso ed autoreferenziale, e sempre in grado di trarre il meglio dalle numerose esperienze avute nel corso della sua carriera.

«Ci lascia l’eredità di una donna libera ed ispirata sia nel suo percorso di donna sia di artista», ha dichiarato il suo agente Laurent Savry all’Afp, agenzia di stampa francese, il 23 settembre 2025 annunciando la sua scomparsa.

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Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi ed articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, convegni, presentazioni, fiere librarie, vernissages

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